top of page
  • Immagine del redattoreElizabeth Moore

Lo Stress in Adolescenza


foto con visibili piedi di persona e sopra carta bianca a coprire il corpo e formare una nuvola

Lo stress in adolescenza costituisce un importante fattore di vulnerabilità. Diversi studi lo indicano in aumento anche a causa dell’incertezza sociale che si aggiunge alla normale incertezza dell’adolescenza.


Gli eventi stressanti includono sia eventi seri e gravi, sia accadimenti apparentemente minori che diventano problematici solitamente solo dopo un’esposizione ripetuta.

Gli agenti stressanti si possono suddividere in tre ampie categorie: stress generico, stress grave acuto e stress grave cronico. Parte normale del processo di sviluppo per tutti gli adolescenti è l’essere esposto ad un certo livello di stress generico. Questo include problemi quotidiani ed eventi più importanti, come il trasferimento in una nuova città o in una nuova scuola. Lo stress grave acuto tocca invece solo una parte degli adolescenti ed è la risposta ad eventi di grande rilievo, come la perdita di una persona cara, gravi incidenti o disastri. Un’altra parte di adolescenti sarà invece esposto, come parte continua del proprio ambiente familiare, a stress gravi cronici. In questo caso le avversità includono la povertà, il razzismo, la violenza familiare e la psicopatologia familiare.

Le diverse categorie non sono esclusive, pertanto gli adolescenti possono essere esposti ad una o più forme di stress.


Sono state individuate differenze legate al genere. E’ stato scoperto che le ragazze subiscono più eventi stressanti e di sfida rispetto ai ragazzi. Le adolescenti riportano infatti un numero maggiore di agenti stressanti in famiglia, tra gli amici, di tipo intimo e sociale rispetto ai ragazzi e percepiscono questi eventi come più stressanti rispetto ai coetanei. E’ stato ipotizzato che queste differenze possano spiegare le differenze di sesso nella presenza di umore depresso.

Sono individuabili ambienti/situazioni differenti che tendono a divenire motivo di stress adolescenziale: l’ambiente familiare, l’ambiente scolastico, l’ambiente lavorativo, il mutare delle relazioni, le problematiche connesse alla sessualità, le pressioni socioeconomiche e la disoccupazione.


Per quanto concerne l’ambiente familiare esistono moti fattori che possono provocare stress nell’adolescente, a cominciare dalle stile di funzionamento della famiglia.

Minuchin, famoso psichiatra noto per aver sviluppato la terapia strutturale della famiglia, definisce la natura dei confini, che definiscono i vari sottosistemi familiari, come se fossero posti in un qualche punto lungo un continuum, ai cui poli troviamo da un lato confini eccessivamente rigidi: disimpegno, dall’altro confini esageratamente sfumati: invischiamento.

La famiglia disimpegnata è caratterizzata da una comunicazione difficile e da una limitata funzione protettiva e di sostegno. I ragazzi cresciuti in questo tipo di ambiente, in assenza di controllo esterno, dovranno fare maggiore affidabilità nel proprio locus of control interno e potranno faticare maggiormente per adattarsi alle regole di una società adulta.

Al polo opposto la famiglia invischiata è un sistema tutto rivolto verso se stesso. L’interesse reciproco è qui accompagnato da un alto grado di comunicazione, l’autonomia e gli spazi personali quasi inesistenti. I familiari in questo caso possono essere poco disposti ad accettare i bisogni di separazione e di individuazione dell’adolescente, che può quindi trovarsi rallentato nel proprio percorso verso l’autonomia.


Anche gli stili comunicativi adottati nella famiglia sono di fondamentale importanza. Per favorire uno sviluppo adattivo è importante che i genitori siano prima di tutto in grado di comunicare efficacemente con i figli e di stabilire un processo comunicativo bidirezionale, in cui il ragazzo ha l’opportunità di esprimere il proprio pensiero.

Le condizioni ottimali sono quelle in cui l’ambiente è caloroso e sollecito, armonioso, in cui sono rispettati i bisogni e i confini altrui, in cui vi è una comunicazione aperta e i conflitti sono affrontati e gestiti.

Altri fattori influenzano l’ambiente familiare, come la relazione tra i genitori, o l’eventuale separazione o divorzio. Situazioni familiari che vedono un genitore alcolista o drogato, problemi di ordine psicopatologico, abusi, sono tutti elementi che possono rappresentare forti condizioni di stress per il giovane, che può non riuscire a trovare in se stesso le modalità adeguate per poterli affrontare.


L’ambiente scolastico costituisce un ulteriore motivo di preoccupazioni per il ragazzo. L’esperienza o il rischio dell’insuccesso, la relazione con i compagni, la poca autorità degli allievi rispetto agli insegnanti in un periodo della vita in cui le problematiche del potere e dell’autorità sono di grande importanza, possono portare a preoccupazioni nei riguardi della scuola e, nei casi peggiori, all’allontanamento da questa.


Altro tema importante per il ragazzo è il gruppo dei pari. La ricerca della propria identità e il processo d’individuazione passano anche attraverso l’accettazione degli amici. Durante questo periodo la formazione di gruppi di coetanei è un aspetto normale. E’ altrettanto intuibile come il gruppo dei pari possa influire sul comportamento dell’adolescente e quindi, là dove questi comportamenti sono autodistruttivi o delinquenziali, c’è il rischio che il giovane possa incontrare difficoltà.


Il fumo, il consumo di alcool e droghe, comportamenti sessuali pericolosi e comportamenti di tipo antisociale sono solo alcuni tra i pericoli che il ragazzo potrà trovarsi a dover affrontare nel lungo cammino verso la maturità.


Fattori di resilience (o protezione) e fattori di rischio in adolescenza

Un'analisi dei fattori di resilience e dei fattori di rischio è funzionale sia ad interventi di prevenzione, sia per interventi mirati. Ma che cosa sono i fattori di resilience?

I fattori di resilience sono quei fattori protettivi personali e sociali che permettono di affrontare le situazioni avverse. A seconda dell’accezione, il termine resilience può rimandare ad una competenza, alla capacità cioè dell’individuo di resistere allo stress e di superare positivamente condizioni avverse. In una seconda accezione il termine resilience prende in maggiore considerazione gli aspetti legati ai fattori protettivi, cioè a quegli eventi favorevoli che possono aiutare a contrastare l’effetto di situazioni sfavorevoli.

La resilienza, o l'essere resilienti ( termine abusato ai giorni nostri..), è in altre parole la capacità di far fronte, di resistere, ma anche di costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita di fronte a situazioni di difficoltà.


Una significativa porzione dei fattori di di resilience e di rischio deriva dall'interazione che c'è tra gli individui e il loro ambiente sociale e includono sia gli elementi dell'ambiente in cui il giovane vive, sia la sua personale risposta a questi fattori. Numerosi fattori possono influire sulla vita del ragazzo.

Se da un lato una buona condizione socio-economica, il contatto con i familiari e altri adulti, il coinvolgimento in attività ricreative e sportive, un buon supporto sociale possono conferire capacità di protezione, al contrario condizioni socio-economiche sfavorevoli soprattutto se associata a minori risorse economiche, un basso livello di sostegno sociale etc. sono tutte situazioni che possono rappresentare fattori di rischio.


Studio: Un recente studio sugli adolescenti di Parma ha identificato i seguenti fattori di protezione come fondamentali nell’adolescenza: il livello di autostima, le abilità di coping (tradotto letteralmente l'abilità di fronteggiare) e il supporto sociale.

Per quanto riguarda i fattori di rischio, l’esposizione a situazioni di stress ambientale, la delinquenza e il livello di sensation seeking (comportamenti di ricerca del rischio) sono tra gli indici che più sono risultati rilevanti. Le variabili relazionali in ogni caso sono quelle che sono risultate di peso maggiore, sia in termini di rischio che di protezione.

E’ emerso inoltre che determinate variabili possono essere considerate fattori di rischio o protettivi solo se mediate dalla presenza di altre, in caso contrario, perdono il loro peso; ad esempio è determinante la variabile del sensation seeking (comportamenti di ricerca del rischio) all’interno dei fattori di rischio associati alla delinquenza.


Conclusioni

Come abbiamo visto gli eventi strossogeni e i fattori di rischio a cui sono sottoposti gli adolescenti possono essere tanti, la capacita capacità di far fronte alle diverse situazioni ma anche di costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita è tra i compiti evolutivi principali e più difficili dell’adolescenza; se queste avversità si riveleranno troppo pesanti per il giovane e non saranno affrontate in modo adattivo potrebbero avere conseguenze nocive, in questi casi è importante che il poter trovare un sostegno aggiuntivo che li aiuti nelle difficoltà che stanno incontrando.







Bibliografia

- Ammaniti M., Manuale di Psicopatologi dell'Adolescenza, Cortina Ed., 2002

- Codispoli, Bastianoni, La diagnosi psicologica in età evolutiva, Coraggi Ed, 2002

- Fuligni e Romito, Il counseling per adolescenti, McGrow Ed, 2002

- Geldard e Geldard, Il counselig agli adolescenti, strategie e abilità, Erikson Ed., 2004

- Minuchin S., Famiglia e terapia della famiglia, Feltrinelli Ed., 2002

bottom of page