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La Bulimia


nuvola di inchiostro blu

La bulimia nervosa è un disturbo alimentare caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate seguite da comportamenti compensatori inappropriati, come il vomito autoindotto, l'uso eccessivo di lassativi, il digiuno o l'esercizio fisico eccessivo. Questo disturbo è spesso accompagnato da un'intensa preoccupazione per il peso e l'immagine corporea, che può portare a gravi conseguenze fisiche e psicologiche.

 

Cos'è la Bulimia

 

La bulimia è un disturbo alimentare grave che comporta un ciclo di abbuffate e comportamenti compensatori estremi per evitare l'aumento di peso. Durante un'abbuffata, una persona può consumare una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo simile. Successivamente, la persona prova un senso di colpa, vergogna e paura di ingrassare, che porta all'adozione di comportamenti compensatori per eliminare le calorie in eccesso.

 

Teorie Psicologiche e Autori Principali


Teoria di Hilde Bruch


Hilde Bruch, una delle pioniere nello studio dei disturbi alimentari, ha proposto una teoria significativa riguardo alla bulimia. Secondo Bruch, la bulimia nervosa è strettamente legata a problemi di identità e di autonomia personale. Bruch riteneva che le persone affette da bulimia spesso mancano di una chiara percezione del proprio corpo e delle proprie necessità interne, tra cui fame e sazietà. Questo deficit percettivo, combinato con una bassa autostima e una sensazione di perdita di controllo, porta a episodi di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto. La sua teoria sottolinea l'importanza di aiutare i pazienti a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie sensazioni corporee, oltre a lavorare sul miglioramento dell'autonomia e dell'identità personale. Bruch ha anche evidenziato l'influenza negativa delle aspettative sociali e familiari sulla formazione dei disturbi alimentari.

 

Teoria Cognitivo-Comportamentale

 

Christopher Fairburn, un pioniere nella ricerca sulla bulimia, ha sviluppato un modello cognitivo-comportamentale che evidenzia come i pensieri distorti riguardo al peso e alla forma corporea possano contribuire al mantenimento del disturbo. Secondo Fairburn, i pazienti con bulimia sviluppano uno schema di pensiero rigido e perfezionistico, che li porta a valutare se stessi principalmente in termini di peso e aspetto fisico.

 

Teoria dell'Autostima e dell'Autoefficacia

 

Albert Bandura, con la sua teoria dell'autoefficacia, e Nathaniel Branden, con la sua teoria dell'autostima, hanno contribuito alla comprensione della bulimia enfatizzando il ruolo della bassa autostima e della percezione di inefficacia personale nel mantenimento del disturbo. Le persone con bulimia spesso hanno un'autostima fragile e utilizzano il controllo del peso come un modo per sentirsi competenti e valide.


Teoria della personalità predisponente

Ricerche effettuate con l’EDI (L’Eating Disorder Inventory – 3) strumento di valutazione dei sintomi dei disturbi dell’alimentazione che indaga in particolare i tratti di personalità, mostrano che i tratti di personalità come i sentimenti di inefficacia (o bassa autostima), il perfezionismo, una ridotta consapevolezza interocettiva (o insensibilità ai segnali interni come sazietà e fame), e un disagio interpersonale si trovano molto frequentemente in coloro che hanno un disturbo dell’alimentazione piuttosto che nella popolazione normale.

 

Modello integrato biopsicosociale

Il modello biopsicosociale sostiene l’esistenza di una interazione tra l’organismo, il suo comportamento passato e il suo ambiente (variabili biologiche, psicologiche e ambientali). Tale modello sviluppato da Schlundt e Johnson nel 1990, è stato per circa vent’anni considerato il più importante nella spiegazione dello sviluppo dei disturbi dell’alimentazione. I disturbi dell’alimentazione sarebbero dunque determinati da più cause che interagiscono e si integrano secondo modalità non ancora completamente chiare.


Alcune Terapie Psicologiche per affrontare la Bulimia

 

Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)

 

La TCC è considerata uno dei trattamenti di elezione per la bulimia. Questo approccio terapeutico mira a modificare i pensieri e i comportamenti disfunzionali associati al disturbo. Le tecniche utilizzate nella TCC includono:

 

- Monitoraggio Alimentare: Tenere un diario alimentare per registrare i pasti, le abbuffate e i comportamenti compensatori.

- Identificazione e Modifica dei Pensieri Distorti: Riconoscere e sostituire i pensieri negativi e irrazionali riguardo al peso, alla forma corporea e al cibo.

- Esposizione e Prevenzione della Risposta: Esporsi gradualmente a cibi temuti senza ricorrere a comportamenti compensatori.

- Pianificazione dei Pasti: Stabilire un regime alimentare regolare e bilanciato per prevenire la fame e le abbuffate.

 

Terapia Interpersonale (IPT)