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L'angolo del Tè

Erbe officinali ed effetti sulla mente  

*Le piante officinali posseggono una moltitudine di effetti benefici, ma al tempo stesso possono avere anche gravi effetti collaterali e controindicazioni, pertanto è sempre assolutamente raccomandato consultare il proprio medico di fiducia prima dell’eventuale assunzione*

psicologa padova

Le erbe aromatiche e officinali sono da sempre utilizzate in cucina, non solo per donare sapore alle nostre pietanze e per gustarci ottimi tè e tisane, ma anche per usufruire delle loro proprietà benefiche per la salute. Oltre a rendere aromatici i nostri piatti possono essere utili per abbassare il colesterolo cattivo, svolgono un' azione antiossidante e antinfiammatoria, favoriscono la digestione e possono agire anche sulla nostra sfera mentale. 
 
Di seguito un breve elenco delle più comuni erbe aromatiche comuni in Italia che, per le loro caratteristiche, presentano anche effetti benefici per la nostra mente

e a fondo pagina una Tabella Riassuntiva

Biancospino 
 
(Crataegus oxyacantha – la specie selvatica –
o Crataegus monogyna – la specie comune)

Fiore bianco del Biancospino
Biancospino

Il biancospino è un arbusto comune che cresce spontaneamente nelle zone temperate dell'emisfero nord (Europa, Asia, America).
In Italia è diffuso su tutto il territorio, soprattutto nel sottobosco, ai margini di aree boscose e nei pascoli alberati. Oltre che in pianura, può essere trovato anche in montagna.
Per secoli, il biancospino è stato usato per delimitare i campi. Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il suo nome deriva dal greco kràtaigos, termine che richiama il concetto di “forza”. È dotato di spine e forma siepi ornamentali con delle preziose bacche rosse che maturano in inverno, esibendo bei fiori bianchi in primavera.
In genere non si tratta di un albero molto alto: in media raggiunge i 3-5 metri. I fiori ermafroditi spuntano tra aprile e maggio per lasciare spazio verso la fine dell'estate ai frutti, che rimarranno disponibili durante l'inverno.
 
Il biancospino è una fonte di antiossidanti (tra cui spicca la quercertina), di steroli e di altri composti interessanti per la salute.
Azione sedativa: i tannini e i flavonoidi contenuti nel biancospino agiscono a livello del sistema nervoso centrale, risultando utili soprattutto per persone molto nervose, nelle quali riduce lo stato di tensione, l'emotività, e migliora il sonno.
Azione antiradicalica: il biancospino è in grado di intrappolare i radicali liberi riducendo l’accumulo di colesterolo nella parete dei vasi sanguigni, che tende a depositarsi dopo essere stato ossidato. In questo modo ostacola l’aterosclerosi.
Il biancospino è una pianta utilizzata poi per il sistema circolatorio. E’ un cardioprotettivo ed un antiossidante. 
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Biancospino
Come tutte le erbe, le piante medicinali e gli altri rimedi naturali, anche il biancospino contiene principi attivi che possono scatenare effetti collaterali o interagire con altri fitoterapici, integratori o farmaci.
Gli effetti indesiderati sono rari e riguardano principalmente disturbi allo stomaco (ad esempio nausea) soprattutto in pazienti affetti da gastrite e ulcera peptica. Questi disturbi, comunque, cessano sospendendo l’assunzione di biancospino.
Inoltre l'assunzione di questa erba può scatenare mal di testa, emicrania, vertigini, capogiri e palpitazioni.
Da un'analisi degli studi clinici presenti in letteratura è possibile concludere che, almeno finché viene assunto a dosi comprese tra 160 mg e 1,8 g al giorno per un periodo di 3-24 settimane, il biancospino è un rimedio sicuro.
Tuttavia, deve essere usato con prudenza se la frequenza cardiaca è inferiore a 60 battiti al minuto (bradicardia) e nei disturbi della conduzione dello stimolo elettrico nel cuore.
Non va usato durante la gravidanza e l’allattamento e non deve essere somministrato ai bambini senza aver prima consultato il pediatra.

 

Valeriana

Valeriana
(Valeriana officinalis)

Fiore della Valeriana

Le molecole che hanno reso questa pianta nota già dall’antica Grecia sono: alcaloidi, valerina e catenina, estere isovalerianico, eteri valeranone e valenerone.
Le virtù sedative per le quali la valeriana è maggiormente nota sono prevalentemente legate alla presenza di queste ultime due molecole. È proprio questo mix chimico che consegna alla valeriana quelle proprietà che la rendono unica in ambito di integratori sedativi e rilassanti. E’ infatti spesso consigliata in caso di agitazione e insonnia
La sua azione si manifesta direttamente sul sistema nervoso centrale e fa sì che possa essere usata per un’enormità di scopi, più o meno tutti connessi con la sua azione vasodilatatrice tale da permettere una regolazione della pressione arteriosa. Questo le consente di poter mitigare stati di ansia, difficoltà digestive, infiammazioni della mucosa dello stomaco e del primo tratto dell’intestino (duodeno) e dell’ultimo (colon), infiammazioni topiche quali eritemi o acne.
Possiede inoltre delle proprietà sedative ipnoinducenti rilassanti che inducono il sonno ed è utile anche per il mal di testa da stanchezza e da forti nevralgie. 

Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Valeriana
Sebbene sia dotata di scarsissima tossicità acuta, l'uso eccessivo e/o eccessivamente prolungato della valeriana può causare alcuni effetti collaterali come emicrania, insonnia, eccitabilità, bradicardia (diminuzione della frequenza cardiaca), aumento della pressione.

Rosolaccio
o Papavero selvatico
(Papaver rhoeas)

foto Papavero
Rosolaccio

Vi sarà spesso capitato di vedere il Papavero selvatico. Sembra quasi fatto di carta, i petali si stropicciano al vento. E’ Pianta erbacea annuale spontanea, appartiene alla famiglia delle Papaveraceae, e si trova in varie parti del mondo, in quasi tutta Europa, ma anche in Asia e Arica.
Una delle caratteristiche del rosolaccio è l’odore che esso emana, molto forte. Come il papavero da oppio, anche questo tipo di papavero contiene sostanze che producono un leggero effetto narcotico, certo non paragonabili a quelle del cugino.
Pianta infestante, quindi non certo rara da trovare, ove il clima ne favorisce la crescita, il rosolaccio contiene alcaloidi come la readina, la reagiina, la rearubina I e II, i tannini, mucillaggini e antociani. 
I petali del Rosolaccio o Papavero selvatico (Papaver rhoeas) che si trova spesso fra le spighe nei campi di grano, assunti come infuso, hanno proprietà sedative, ipnotiche e antispasmodiche; sono anche sudorifere ed espettoranti. L'infuso è consigliato spesso caso di ansia, insonnia, tosse, bronchite, spasmi intestinali.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Papavero
Nonostante il papavero nostrano e il papavero da oppio appartengono alla stessa specie, quello da oppio è ricco di sostanze pericolose (morfina, codeina e papaverina). Dunque, se l’utilizzo della varietà nostrana può considerarsi quasi innocuo, quello da Oppio no. Nei soggetti sensibili l’uso del papavero può provocare reazioni allergiche o nausea. E’ sconsigliato in gravidanza e in allattamento e nei bambini.
Considerata l'azione sedativa, è sconsigliata la concomitante assunzione di sostanze ipnotico-sedative.

Passiflora

Passiflora
(Passiflora caerulea)

foto fiore Passiflora

La Passiflora o "fiore della passione" è originaria delle Regioni Tropicali dell'America Meridionale. La famiglia di appartenenza è quella delle Passifloraceae.
Le foglie e le parti aeree della passiflora contengono alcaloidi, flavonoidi, fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi, cianogenici, tracce di olio essenziale. I flavonoidi in essa contenuti svolgono un’azione sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona del midollo spinale, adibito al controllo dei movimenti e dei centri del sonno.
Recentemente è stato dimostrato che questi principi attivi sono in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine situati nel cervello, spiegando così l’azione calmante di questa pianta, che la rende uno dei fitoterapici più utilizzati nei disturbi della sfera nervosa.
La passiflora è pertanto un antispasmodico, un sedativo e un calmante. E’ indicato inoltre in caso di insonnia, dolori mestruali e crampi.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Passiflora
La passiflora presenta alcuni effetti collaterali e controindicazioni. A causa del suo potenziale effetto ossitocinico dovuto alla presenza di armaline, può provocare contrazioni uterine, quindi se ne sconsiglia l’assunzione alle gestanti. Si sono evidenziate interazioni della Passiflora con farmaci ansiolitici tanto da poterne potenziare gli effetti collaterali e indesiderati.

Luppolo 
(Humulus lupulus)

foto Luppolo
Luppolo

Il luppolo è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente alla famiglia delle Cannabaceae.
Da sempre il luppolo ha accompagnato la storia di molti popoli nordici non solo per la produzione di birra, ma anche per le sue spiccate proprietà, visto che in esso nel tempo sono stati analizzati centinaia e centinaia di diversi principi attivi.
Il luppolo infatti è in grado di agire sul sistema nervoso come ipnoinduttore e blando sedativo, calmante, ottimo per combattere l'insonnia, il mal di testa e molte forme di gastrite e reflussi gastrici di origine nervosa.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Luppolo
Tra i numerosi principi attivi del luppolo ve ne sono alcuni non indicati in caso di gravidanza, di cure ormonali, di assunzione di psicofarmaci o di alcool. In caso di uso di barbiturici è sconsigliato perché somma l’effetto amplificandolo.

Camomilla

Camomilla 
(Matricaria recutita)

foto fiore camomilla

Quando si parla di camomilla ci si riferisce in realtà ad una serie di piante della famiglia delle Asteraceae. Le due specie più comunemente utilizzate sono la camomilla tedesca (Marticaria recutita) e la camomilla romana (Chamaemelum nobile). Entrambe sono conosciute fin dall’antichità per le loro proprietà calmanti e anti-infiammatorie, ma la prima è quella che comunemente tutti utilizziamo.
 
Si ha notizia della camomilla fin dai tempi degli antichi egizi che la utilizzavano come sedativo ma anche per alleviare mal di testa, reumatismi e contro la febbre. Ma la popolarità di questa pianta è stata grande anche nella civiltà greca, in quella romana e poi nel medioevo quando il suo uso come rimedio naturale di uso popolare è diventato ancora più frequente.
 
La camomilla è una pianta con grandi proprietà sedative e calmanti, utile per contrastare gli effetti ipoglicemizzanti in caso di diabete. Ha proprietà antispasmodiche, miorilassanti e protettive. In caso di ansia può rilassare il sistema nervoso. Se usata insieme alla melissa, la camomilla aiuta lo stomaco a rilassarsi e ad eliminare i crampi addominali. 
Con i fiori di camomilla si preparano infusi notoriamente adoperati per le loro virtù blandamente sedative. In realtà la pianta non ha principi attivi ipnoinducenti, come la maggior parte delle erbe officinali che si usano contro l’insonnia, ma al contrario ha principalmente proprietà antispasmodiche come la melissa, cioè produce un rilassamento muscolare per la presenza nel suo fitocomplesso dei flavonoidi (eupatuletina e quercimetrina) e delle cumarine.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Camomilla
L'assunzione e l'utilizzo della camomilla non ha particolari controindicazioni. Gli unici effetti collaterali che possono verificarsi sono collegati ad eventuali reazioni allergiche dovute alla presenza di lattoni sesquiterpenici nella pianta.
C’è chi la sconsiglia durante la gravidanza in quanto potrebbe provocare delle contrazioni premature; ciò non di meno la dose da assumere per arrivare a trovarsi in questa situazione dovrebbe però essere molto elevata, dunque anche in dolce attesa molte donne scelgono di utilizzare sporadicamente questa bevanda per favorire il rilassamento.

Melissa
(Melissa officinalis)

foto pianta melissa
Melissa

La melissa è un antinfiammatorio, carminativo e antispasmodico che può aiutare nei casi di stati d’ansia, nei dolori mestruali, nella colite, nei mal di testa, nel nervosismo, nei casi di insonnia e nei casi di tachicardia. Se assunta insieme con la camomilla, la melissa aiuta a calmare gli spasmi gastrici che spesso colpiscono lo stomaco di chi è sotto pressione. 
 
Benché sia famosa principalmente per le sue proprietà ansiolitiche, sedative e calmanti, gli studi fitoterapici moderni hanno rilevato che gli estratti di melissa sembrano avere la capacità di contrastare i deficit cognitivi causati da traumi, uso improprio di sostanze stupefacenti e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Studi avanzati, condotti in doppio cieco con un placebo, hanno rilevato che l'assunzione di estratti di melissa producevano, nel malato di Alzheimer, un aumento della capacità di attenzione e un miglioramento della memoria, in particolare quella collegata alla visione e al dover prendere decisioni. Ciò sarebbe dovuto al fatto che i metaboliti della melissa andrebbero ad attivare i recettori nicotinici e muscarinici della corteccia prefrontale, con un evidente miglioramento delle performance cognitive, in particolare della capacità di attenzione, della memoria secondaria e della “working memory”, legata alla capacità di visione del problema e delle decisioni da prendere o del comportamento da assumere.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Melissa
Non assumere in caso di gravidanza, durante l’allattamento e in caso di ipotiroidismo, glaucoma o danni al nervo ottico. Assunta in dosi eccessive la melissa può avere un effetto paradosso, aumentando ansia e nervosismo invece di sedarli.

Rhodiola
(Rhodiola rosea)

foto fiore rhodiola
Rhodiola

Le radici di rhodiola hanno un'azione adattogena, antistress, che appare favorente in generale le capacità di apprendimento e di memoria, ben conosciute dalla medicina popolare siberiana. Queste proprietà sono state provate scientificamente e sono riconducibili alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici, in particolare il salidroside e la rosavidina, la cui struttura chimica è simile a quella della siringina (eleuteroside B), uno dei principi attivi dell'eleuterococco. La rhodiola produce un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine in grado di prevenire le variazioni ormonali indicative dello stress.
La rodiola si utilizza per aiutare ad alleviare stress e sensazione di affaticamento fisico e mentale e per migliorare il tono dell'umore
 
La pianta ha proprietà dimagranti, dovute alla stimolazione di alcune lipasi in grado di accelerare la liberazione dei grassi dai tessuti di deposito (lipolisi). Inoltre la rhodiola è in grado di aumentare i livelli di serotonina nel sistema nervoso centrale, ormone in grado di togliere il desiderio ossessivo di carboidrati riducendo pertanto la fame ansiosa. I glicosidi contenuti nella radice sono pure capaci di incrementare i livelli di dopamina, sostanza capace di trasmettere al Sistema Nervoso Centrale un segnale di sazietà.
 
Studi sovietici hanno dimostrato che, agendo come stimolante sul sistema ormonale femminile, è indicato in caso di amenorrea, oltre a migliorare significativamente la fertilità. Su quello maschile favorisce la funzionalità e la prestazione sessuale. In Siberia la rhodiola è consigliata come afrodisiaco a chi soffre di turbe sessuali.
La Rhodiola inoltre è un adattogeno vegetale e cardioprotettivo. La radice di Rhodiola è ottima per aiutare il sistema nervoso in caso di stress o in presenza di tachicardia, palpitazioni dovute all’ansia e nervosismo. Essendo un adattogeno la Rhodiola aiuta ad aumentare la resistenza fisica dell’organismo e, dopo un esercizio intenso, aiuta a conciliare il sonno. 

Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Rodiola
L’assunzione di Rhodiola ha anche delle controindicazioni. Essa può portare prolungati casi di insonnia e nervosismo. Si sconsiglia l’uso per coloro i quali soffrono di ipertensione e disturbi cardiaci. Sconsigliato in gravidanza e allattamento. Prima di assumere la Rhodiola in qualsiasi sua forma è consigliato chiedere un parere al proprio medico di fiducia.

Damiana

Damiana
(Turnera Diffusa
Aphrodisiaca)

foto fiore damiana

La Damiana è una pianta officinale le cui foglie contengono un fitocomplesso dotato di proprietà antidepressive, afrodisiache, tonico-stimolanti generali e specifiche dei centri nervosi spinali. 
Le sue proprietà possono essere sfruttate in caso di affaticamento fisico o intellettuale, condizioni di stress, depressione, ansia, nervosismo e insonnia.
 
Possiede inoltre proprietà afrodisiache, il che ne fa un valido aiuto in casi di astenia sessuale e impotenza maschile di origine psicologica, soprattutto in caso di ansia da prestazione ed eiaculazione precoce. All'azione riequilibrante del tono dell'umore, si accompagna la stimolazione dei centri nervosi spinali che controllano la funzionalità degli organi sessuali. Rafforza inoltre il sistema ormonale femminile in presenza di dismenorrea, amenorrea e dolori mestruali.
Il suo fitocomplesso è capace perciò di ripristinare il desiderio sessuale in entrambi i sessi. Per questa ragione è indicata nel trattamento dei disturbi sessuali sia maschili, che femminili.
 
La presenza dell’olio essenziale conferisce alla damiana un’azione espettorante, utile per curare tosse, bronchite e asma.
Ha infine una leggera attività diuretica e antisettica delle vie urinarie, data dall’arbutina, indicata in caso di cistite, infezioni della vescica e del tratto urogenitale.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Damiana
La damiana è sconsigliata in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni di età e se ne sconsiglia in generale l’utilizzo alla sera.
Non deve essere utilizzata durante una terapia con ipoglicemizzanti, in quanto interagisce con i principi attivi di tali farmaci vanificandone l’effetto.
Lo stesso vale per quanto concerne ansiolitici e antidepressivi in quanto ne aumenta l’effetto, e la conseguente tossicità.

Lavanda
(Lavandula angustifolia)

foto campo lavananda
Lavanda

Pianta tipica della macchia mediterranea, la lavanda è nota fin dai tempi antichi sia per la bellezza dei suoi fiori, che da giugno a settembre inondano i campi di lunghe spighe fiorite in sfumature viola-blu, saturando l'aria col loro profumo intenso, sia per le sue virtù curative, racchiuse nelle infiorescenze ricche di tannini, flavonoidi, acido ursolico e sostanze amare, oltre a un olio essenziale dalle molteplici proprietà. 
 
I principi attivi della lavanda esercitano un'azione sedativa e calmante sul sistema nervoso, utile in tutti i casi di ansia, agitazione, nervosismo, mal di testa, stress e insonnia.
Oltre ad equilibrare l’umore, se utilizzata insieme ad alcuni olii essenziali è utile per diffondere nell’ambiente la sua essenza calmante

Controindicazioni ed effetti collaterali della Lavanda
Quando assunta, la lavanda può causare disturbi gastrointestinali e sonnolenza.
Altresì possibili sono le reazioni allergiche in individui sensibili.
In caso d'iperdosaggio possono insorgere gravi reazioni avverse, come depressione del Sistema Nervoso Centrale, depressione respiratoria, mal di testa, vomito e convulsioni. Evitare l'assunzione in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della lavanda o dei prodotti che la contengono.
L'assunzione della lavanda e del suo olio essenziale non è raccomandata in gravidanza e durante l'allattamento.

Escolzia Californiana
(Eschscholtzia californica)

foto di un campo di escolzia
Escolzia C.

L'escolzia chiamata anche papavero della California, è una pianta erbacea originaria di Messico e California, alta fino a 50 cm che cresce nelle zone calde e aride, generalmente in prossimità dei deserti che si trovano vicino alle coste.
 
Escolzia californica (papavero della California) è un analgesico, antispasmodico e sedativo, indicato nell’impiego di ansia e stress e nei disturbi del sonno (come i risvegli notturni). Inoltre, aiuta nei disturbi dell’umore e in caso di pressione alta.
L'escolzia agisce sul Sistema Nervoso Centrale favorendo il sonno senza dare stordimento al risveglio.
L'azione è dovuta alla presenza di alcaloidi benzilisochinolinici e benzofenantridinici, il principale dei quali è la protopina.
Riduce l'attività delle cellule della corteccia cerebrale, favorendo il rilassamento muscolare e l'addormentamento e inoltre riducendo i risvegli notturni.
Ha anche un'azione antidolorifica perché agisce come sedativo del Sistema Nervoso Centrale.
Si è mostrata inoltre più attiva nelle donne che negli uomini.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell'Escolzia
L'escolzia è sconsigliata nei bambini, in gravidanza e durante l'allattamento. Meglio evitarne l'uso in caso di problematiche cardiocircolatorie (es. ipotensione e bradicardia), in quanto può influenzare l'attività cardiaca abbassando i parametri pressori.
È controindicata in caso di assunzione contemporanea di psicofarmaci, tranquillanti e sedativi, o antistaminici di sintesi, a causa dell’eventuale potenziamento dell'azione sedativa e degli effetti collaterali dei farmaci stessi.

Iperico

Iperico
(Hypericum perforatum)

foto fiore iperico

L’iperico o Erba di San Giovanni, è da molti considerato un antidepressivo naturale. Può aiutare a combattere gli stati d’ansia, di insonnia e a contrastare gli sbalzi d’umore. La pianta di iperico è in grado di stimolare nell’organismo la serotonina, il cosidetto ormone del buonumore, che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.
 
Questa pianta è conosciuta anche con il nome di erba di San Giovanni. In passato si credeva che la pianta cacciasse via i demoni e proteggesse le abitazioni dal male. L’iperico possiede inoltre altre proprietà curative.
E’ un ottimo antinfiammatorio e cicatrizzante in grado di curare le lesioni da scottature.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell’Iperico
L’iperico è, in linea di massima, un vegetale sicuro, ma può presentare alcuni effetti collaterali.
Gli altri effetti collaterali più comuni dell’iperico sono: vertigine, secchezza delle fauci, diarrea, nausea e stanchezza.
L’iperico inoltre può interagire con alcuni farmaci, come il Warfarin, diminuendo l’effetto anticoagulante; con la Ciclosporina, abbassando i livelli ematici; coi contraccettivi orali, riducendone l’effetto; con gli antidepressivi di sintesi, potenziandone gli effetti e quindi la tossicità. 
Si consiglia perciò di assumerlo sempre con cautela e di consultare un medico specialista prima dell'assunzione.

Menta Piperita

Menta Piperita
(Mentha piperita) 

foto menta piperita

La menta piperita è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate. E’ originaria dell’Europa, ma la sua coltivazione è ormai diffusa in tutto il mondo. Dall’intenso e caratteristico aroma, si tratta in realtà di un ibrido spontaneo risultante dall’incrocio tra due differenti varietà, menta acquatica e spicata.
 
La menta piperita si differenzia dagli altri tipi di menta soprattutto per il suo elevato potere aromatico. I suoi impieghi sono numerosi: è utilizzata nel settore farmaceutico, in quello alimentare per aromatizzare alcuni prodotti come caramelle, dentifrici e colluttori, ed è usata come decongestionante e antinevralgico delle prime vie aree. Non mancano inoltre le svariate applicazioni in campo culinario per la preparazione di pietanze e bevande sia alcoliche che analcoliche. Si lega piacevolmente anche a tutte le erbe sopra indicate.

Per quanto riguarda gli effetti sulla mente, la menta piperita è utilizzata per ridurre lo stress, migliorare l'umore e aumentare la concentrazione.
 
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Menta Piperita
L’utilizzo di questa erba aromatica richiede qualche accortezza e precauzione da parte di chi soffre di gastriti e ulcere. Tra questi, in particolare, irritazione delle mucose, nausea, vomito e aumento del reflusso gastroesofageo. Anche per i bambini e per le donne in gravidanza o allattamento è sconsigliato l’uso della menta per motivi essenzialmente precauzionali.

 

Tabella Riassuntiva

Tabella Riassuntiva dei maggiori Effetti sulla Mente

Erbe Officinali
Ansia/Stress
Insonnia
Ipnoinducente
Tono dell'Umore
Stimolante
Menta Piperita
Iperico
Escolzia
Lavanda
Damiana
Rodiola
Melissa
Camomilla
Luppolo
Passiflora
Rosolaccio
Valeriana
Biancospino
Articoli
dr.ssa Elizabeth Moore, Psicologa
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