top of page
  • Immagine del redattoreElizabeth Moore

I Disturbi d'Ansia nei Bambini


Bambina seria con lo sguardo verso l'alto

L’ansia non è solo una cosa da grandi.

Tornando indietro con la memoria a quando eravamo bambini, alcuni di noi potrebbero ricordare esperienze di forte preoccupazione o paura.

Non tutti i bambini sviluppano un disturbo d’ansia ma tutti i bambini come gli adulti hanno vissuto esperienze di paura e preoccupazioni.


I disturbi d’ansia rappresentano la patologia psichiatrica più comune in età evolutiva.

Molte ricerche mostrano che i disturbi d’ansia nell’infanzia sono associati a disturbi d’ansia in età adolescenziale e adulta, a disturbi depressivi e a uso di sostanze stupefacenti.


In letteratura il dibattito sul peso dei fattori ambientali e dei fattori genetici nel determinare lo sviluppo dei disturbi d’ansia è particolarmente acceso.

I fattori ambientali che più spesso influenzano il bambino sono quelli inerenti l’ambiente familiare (allargato a comprendere i nonni e le altre figure di riferimento per il bambino) e quello scolastico.


Sintomi dei Disturbi d'Ansia nei Bambini


I disturbi d’ansia nell’infanzia e nell’adolescenza sono sempre più diffusi e afferiscono ai servizi di psicologia e neuropsichiatria infantile sempre più bambini in una condizione di disagio che si allarga a tutta la famiglia.

Un carico eccessivo di ansia può interferisce in molti se non tutti gli aspetti della vita del bambino, dalla capacità di fare nuove amicizie, alle ricadute sull'apprendimento scolastico, alla serenità familiare.


Come nell’adulto anche nei bambini l’ansia è caratterizzata da pensieri specifici, come ad esempio pensieri che riguardano il timore che accadano “cose brutte” alle persone care, o pensieri circa la paura di non farcela.


Anche nei bambini l’ansia può trovare espressione attraverso il corpo sotto forma di sintomi somatici quali cefalea, vomito, dolori addominali o agli arti.

A livello comportamentale si può osservare spesso una riduzione della capacità di attenzione e la comparsa di distrazione e svogliatezza .


Nei bambini e negli adolescenti l’ansia si manifesta spesso con preoccupazioni relative agli impegni scolastici, agli impegni sportivi e sociali, alle prestazioni in generale.


Può essere presente una tendenza al perfezionismo che genera uno stato di tensione che può causare o un impegno eccessivo o comportamenti di evitamento.

Il bambino ansioso può percepire uno stato di oppressione, un peso associato all’attesa dell’evento.


Il DSM 5 (il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, punto di riferimento per la diagnosi dei disturbi mentali in tutto il mondo) descrive i disturbi d’ansia in una categoria specifica, e lungo il continuum del ciclo di vita.

I disturbi d’ansia sono tanti. Sebbene i criteri diagnostici dei disturbi d’ansia siano i medesimi sia in riferimento all’età evolutiva sia in riferimento all’età adulta, di seguito descriverò la sintomatologia di quelli più frequenti durante l’infanzia.


L’ANSIA SOCIALE

I sintomi tipici del disturbo d’ansia sociale sia per i bambini sia per gli adulti sono la paura o l’ansia marcate relative a una o più situazioni sociali nelle quali il bambino è esposto al possibile giudizio degli altri, come l’essere osservati o eseguire prestazioni di fronte ad un pubblico.


LA FOBIA SPECIFICA

La paura o ansia marcate verso un oggetto o situazione specifici (per es. altezze, animali..) possono essere espresse da pianto, scoppi di collera, immobilizzazione o quello che viene chiamato aggrappamento, quando cioè il bambino si “aggrappa” cosa che vediamo spesso fare con le gambe della mamma, come a volersi nascondere dietro di esse.

La situazione che fa paura o l’oggetto della fobia provocano quasi sempre una reazione immediata e vengono attivamente evitati, oppure sopportati con paura o ansia intense.


IL MUTISMO SELETTIVO

Si tratta di una costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche in cui ci si aspetta che si parli (per es a scuola) nonostante si sia in grado di parlare in altre situazioni. Questa condizione interferisce chiaramente con i risultati scolastici o con la comunicazione sociale.


L’ANSIA DA SEPARAZIONE

L’ansia da separazione è un fenomeno normalmente presente durante lo sviluppo neuropsicologico del bambino che, in genere, tende spontaneamente ad attenuarsi dopo i 2 anni; in genere scompare completamente prima dello sviluppo puberale.

Dopo i sei anni di età la persistenza di un’ansia da separazione intensa dalle figure significative è meritevole di attenzione.

L’ansia da separazione si presenta con difficoltà persistente a lasciare i genitori o l’abitazione, timore costante che possa accadere qualcosa di tragico, che si possa essere vittima di incidenti o rapimenti mentre si è soli.

Incubi ripetuti di separazione o incentrati sul perdersi in un luogo sconosciuto.


La Terapia Cognitivo Comportamentale per i Disturbi d'Ansia nei Bambini


La terapia cognitiva per i disturbi d’ansia con i bambini si articola in varie fasi.

Da un lato si introduce il bambino (e i genitori assieme) al concetto di legame tra situazioni, pensieri e emozioni.

Si insegna al bambino a monitorare e a identificare i pensieri ansiosi, spiegando l’effetto delle distorsioni cognitive tipiche di questo tipo di pensiero, insegnando al contempo al piccolo a seguire un pensiero che lo porti a trovare prove contro le proprie previsioni negative.

Identificando e a mettendo in discussione le conseguenze dell’evento temuto, si porta il bambino a una esposizione graduale all’evento ansiogeno e a una graduale riduzione delle condotte di evitamento.

Si possono inoltre insegnare tecniche di rilassamento adatte ai più piccoli.


Conclusioni

Il riconoscimento precoce di un problema d’ansia e una corretta presa in carico del problema può ridurre il rischio che si sviluppino problemi più gravi in una fase successiva, o che s’instaurino delle patologie.

Se un genitore si trova nella situazione di percepire uno stato d’ansia nel bambino il consiglio è quello di cercare di aiutare vostro figlio a comprendere le proprie emozioni, analizzandole assieme, nel mentre incoraggiarlo a non evitare la situazione che gli crea ansia, sviluppando un pensiero realisttico circa i timori manifestati, premiando gli sforzi e i piccoli risultati di “coraggio” del piccolo.

Se il disturbo dovesse mantenersi un intervento professionale potrebbe però scongiurare nel futuro una recidivizzazione e un peggioramento dei sintomi.





Bibliografia

- DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina Editore, Milano 2014

- F. Muratori, L. Picchi, M.G. Patarnello, F. Palacio Espada, Manuale di psicoterapia breve per i disturbi emozionali nei bambini, Giovanni Fiori Ed

- M. Pontillo, S. Vicari, L'ansia nei bambini e engli adolescenti, Il Mulino Ed.

- Berg, C., Rapoport, J., Whitaker, A., Davies, M., Leonard, H., Swedo, S., et al.,Childhood obsessive compulsive disorder : a two-years prospective fol- lowup of a community sample. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 1989.

- Hallett, V., Ronald, A., Rijsdijk, F., & Eley, T. C., Phenotypic and genetic differentiation of anxiety-related behaviours in middle childhood. Depression and Anxiety, 2009.

- Feehan, M., McGee, R., & Williams, S.M., Mental health disorders from age 15 to age 18 years, Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry,1993.


bottom of page